Due città, una diocesi

La Diocesi di Nardò-Gallipoli è nata in virtù del Decreto della Congregazione dei Vescovi del 30 settembre 1986, con cui veniva sancita la piena unione di due antiche Chiese Particolari, collocate territorialmente sul versante ionico del Salento o “Terra d’Otranto”, e le cui vicende storiche talora si sono incrociate.

Concattedrale

La Diocesi di Gallipoli

L’antichità della Diocesi di Gallipoli è attestata almeno a partire dal 553, quando il suo vescovo Domenico risulta presente al Concilio Costantinopolitano II, benché la leggenda popolare ne abbia fatto risalire la fondazione addirittura a San Pancrazio, discepolo dell’Apostolo Pietro, che ne sarebbe stato vescovo prima di approdare a Taormina.

In forza del processo di bizantinizzazione del Salento, seguito alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, e del ripopolamento del territorio, attuato sistematicamente dagli imperatori d’Oriente con coloni di cultura greca provenienti dal Ponto sul finire del sec. IX, Gallipoli fu caratterizzata da una forte impronta bizantina, divenendo suffraganea della sede metropolitana di Santa Severina fino al 1067, quando passò sotto la sede di Otranto.

E’ credibile la tesi degli studiosi che ritengono che la “massa” di Gallipoli (vale a dire il territorio posto alle dipendenze di quel vescovo), di probabile origine giustinianea, fosse assai più estesa di quanto poi non risultò con l’avvento dei Normanni, quando fu ridotta ad un’enclave di quella che poi sarà la Diocesi di Nardò.

Un primo tentativo di passaggio di Gallipoli al rito latino avvenne intorno al 1115 con la nomina del vescovo Baldrico, ma già nel 1158 con Teodosio ritornò la gerarchia di rito greco. La medesima cosa si ripropose intorno al 1268, in occasione della conquista degli angioini, naufragata anche questa volta qualche anno più tardi, fino a che dal 1374 il rito latino non prese definitivamente il sopravvento.

Nel 1126, al posto dell’antica cattedrale intitolata a San Giovanni Crisostomo, ne fu edificata una nuova, dedicata a Sant’Agata, la cui reliquia della mammella giunse in quell’anno a Gallipoli. Tra il 1629 e il 1696 è stata innalzato il tempio attuale, straordinario esempio dell’arte barocca salentina, elevato a Basilica Minore nel 1948.

Ebbe il suo Seminario nel 1759, allocato in un artistica e monumentale costruzione, oggi divenuta sede della sezione di Gallipoli del Museo Diocesano

La Diocesi di Nardò

Cattedrale

Non è improbabile che Nardò, città messapica di rilievo e poi municipio romano, possa aver avuto nella fase della cristianizzazione un proprio vescovo residenziale; nessun documento tuttavia lo attesta. Sicuramente non aveva un proprio vescovo al tempo del papa Gregorio Magno, che pure scrisse lettere ai diversi vescovi del Salento. Una presunta lettera di Paolo I del 761, attestante l’esistenza della diocesi neretina prima del sec. VIII, è destituita di ogni fondamento. Agli inizi del II millennio Nardò compare come sede di un monastero di monaci orientali, governato da priori, sorto presso la chiesa di Santa Maria de Nerito, dove officiava in contemporanea un collegio di canonici secolari, singolarità che ha fatto supporre nel sec. XIII che effettivamente la chiesa fosse stata in precedenza cattedrale. Non è improbabile che al monastero facesse capo tutto il vasto territorio che oggi costituisce il comune di Nardò e quello di Copertino.

Con l’avvento dei Normanni si determinò un riassetto di tutto il territorio oggetto di conquista, con la creazione delle contee, tra cui quella di Nardò, retta da Goffredo l’Inclito, conte anche di Conversano, Monopoli, Brindisi, Matera e Montepeloso. Probabilmente fu questo il momento in cui si definirono i confini di quella che poi diventerà la diocesi neretina, con la sottrazione di parte della massa gallipolitana, mentre un’altra parte dovette confluire nella diocesi di Ugento, costituita appunto nel medesimo periodo.

Nel 1090, dopo aver ricostruito la chiesa di S.Maria de Nerito, Goffredo ottenne dal papa Urbano II l’elevazione del monastero in abbazia “nullius” con regola benedettina, ponendola sotto l’immediata dipendenza del pontefice, con giurisdizione su tutto il territorio della contea. Le altre 14 abbazie, sparse sul territorio diocesano, per lo più evolutesi dagli insediamenti monastici italo-greci del tempo della colonizzazione bizantina (sec. IX), furono assoggettate all’autorità dell’abate di S.Maria de Nerito.

Il governo degli abati è durato poco più di tre secoli. Dopo un primo tentativo di istituzione della Diocesi di Nardò nel 1387 da parte dell’antipapa Clemente VII nel contesto dello scisma avignonese, andato fallito perché Bonifacio IX nel 1401 dichiarò nulli tutti gli atti di Clemente VII, l’11 gennaio 1413 Giovanni XXIII, papa dell’obbedienza pisana, elevò la chiesa di S.Maria de Nerito in Cattedrale e la Terra di Nardò in Città, nominando vescovo l’ultimo abate Giovanni De Epifanis. Superato lo scisma con l’elezione di Martino V, che confermò gli atti di Giovanni XXIII, la successione episcopale nella sede di Nardò continuò ininterrotta fino ai nostri giorni. Tra i suoi presuli annovera anche il celebre Fabio Chigi, vescovo dal 1635 al 1652, divenuto poi pontefice con il nome di Alessandro VII.

Della cattedrale, costruita dal conte Goffredo nel 1088, restano probabilmente solo scarse vestigia, mentre sono ampiamente attestati i rifacimenti successivi, soprattutto del sec. XIII e XIV. Dal momento della elevazione a sede vescovile ha mutato il titolo in quello di Maria SS.Assunta. Nel 1725 il vescovo Antonio Sanfelice ne riedificò integralmente la facciata su progetto del fratello Ferdinando, celebre architetto napoletano.

Un sostanziale intervento di ripristino, realizzato tra il 1892 e il 1899, ha cancellato tutte le superfetazioni prodotte nei sec. XV-XVIII, riportando il tempio alla sua facies medievale. Nel 1897 è stato dichiarato monumento nazionale e nel 1980 elevato al rango di Basilica minore.

Dopo una lunga gestazione, durata circa sessant’anni, nel 1674 ha visto la luce il Seminario diocesano, la cui attività ha continuato ininterrottamente fino al presente, anche se dal 1964 è cambiata la sede, risultando quella antica ormai non più adeguata.

La nuova Diocesi di Nardò-Gallipoli

Dalla piena unificazione delle due Diocesi è nata una nuova entità che, pur costituendo un’unica Chiesa Particolare, ritiene una ricchezza ed una responsabilità il conservare la memoria delle proprie radici e armonizzare le peculiarità delle due comunità di origine, a vantaggio della missione che oggi la nuova Diocesi è chiamata ad attuare.

Nel nuovo assetto, pertanto, la sede della Diocesi è in Nardò; la Cattedrale, segno di unità, è quella neretina, mentre la chiesa di Gallipoli ha il rango di Concattedrale; patroni sono San Gregorio Armeno e Sant’Agata.

Il primo vescovo della nuova Diocesi è stato Mons. Aldo Garzia, al quale è subentrato nel 1995 Mons. Vittorio Fusco e nel 2000 Mons. Domenico Caliandro. Dal 16 luglio 2013 il vescovo è Mons. Fernando Filograna.